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Asahi Pentax S1, S2, S3, Super S2 di Dario Bonazza Translation | |
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Le Asahi Pentax di cui mi occupo in questa occasione non sono n particolarmente famose, n particolarmente rare, con l'eccezione della Super S2, rara al di fuori del Giappone ma abbastanza reperibile invece nella terra del Sol Levante. Eppure esse hanno avuto un ruolo importante per la Asahi Opt. Co., in quanto sono quelle con cui la casa di Tokyo passata dal ruolo di costruttore emergente a quello di protagonista di primo piano del mercato mondiale, prima della consacrazione definitiva avvenuta qualche anno dopo con la famosa Spotmatic. L'antefatto Dopo le reflex "preistoriche" Asahiflex, di cui ho parlato su Scatti nel Tempo n 5 di aprile 1996, la prima reflex Asahi dotata di pentaprisma ed innesto M42 venne presentata nel maggio del 1957. Essa fu chiamata Pentax, denominazione che venne mantenuta per tutte le fotocamere successive della casa di Tokyo, e fu la capostipite della pi fortunata serie di reflex a vite che la storia (della fotografia) ricordi. Nell'Aprile del 1958 veniva presentata la Asahi Pentax S, che offriva la moderna progressione delle velocit di otturazione B, T, X, 1, 1/2, 1/4, 1/8, 1/15, 1/30, 1/60, 1/125, 1/250, 1/500 al posto di quella di derivazione Asahiflex (B, T, X, 1, 1/2, 1/5, 1/10, 1/25, 1/50, 1/100, 1/200, 1/500) ancora adottata dal modello precedente. Appena un mese pi tardi, nel maggio del 1958, veniva introdotta la Asahi Pentax K, che disponeva del millesimo di secondo e di obiettivo semiautomatico Auto-Takumar 55mm f/1,8. Con questi tre modelli, prodotti in quantit tutto sommato limitate (si parla rispettivamente di 20.000, 3.500 e 22.000 pezzi), finisce l'era della messa a punto dei modelli a pentaprisma ed inizia quella della produzione di massa. 1959: si inizia con la H2 L'anno 1959 fu importantissimo per la storia della Asahi Optical Co., in quanto proprio in quell'anno si ebbero due cambiamenti decisivi. Il primo fu una ristrutturazione dal punto di vista produttivo che port al passaggio da una modalit di produzione quasi artigianale a quella industriale su larga scala, con l'ampliamento degli impianti, l'adozione di nuovi metodi organizzativi ed un conseguente notevole aumento dei livelli produttivi. Parallelamente, al fine di piazzare le maggiori quantit prodotte, si assistette alla creazione di una rete di distribuzione mondiale. La disordinata distribuzione gi esistente negli Stati Uniti, affidata a diversi rivenditori grandi e piccoli, venne trasferita in esclusiva alla Heiland (divisione fotografica di Honeywell), mentre contemporaneamente vennero stretti accordi commerciali con diverse organizzazioni in vari paesi, tra cui l'API di Firenze per l'Italia. L'accordo di distribuzione negli USA dei prodotti Pentax da parte della Honeywell venne annunciato da Saburo Matsumoto in persona, allora presidente della Asahi Optical Co. Ltd., in una conferenza stampa tenuta a New York nel 1959. Si pu capire l'importanza attribuita a questo rapporto di collaborazione, o se si vuole la forza di Honeywell, dal fatto che il primo modello Pentax introdotto immediatamente dopo l'annuncio dell'accordo venne denominato H2 (dove H stava ovviamente per Heiland o Honeywell) e soprattutto dal fatto che tale modello fu disponibile per un certo tempo solo sul mercato americano. Questo fu forse un caso limite, ma almeno per gli USA era cambiata decisamente la precedente situazione in cui i modelli uscivano prima in Giappone e si rendevano disponibili per l'estero solo dopo parecchi mesi o addirittura anni. A partire da quel momento le nuove reflex venivano presentate negli USA come Heiland Pentax (poi Honeywell Pentax), pi o meno contemporaneamente erano disponibili in Giappone col marchio Asahi Pentax, e solo pi tardi erano offerte anche sugli altri mercati. A questo punto ci si potrebbe chiedere perch la denominazione H2, c'era per caso stata una H1? No, ma ci sarebbe stata in seguito, cos come ci sarebbe stata una H3. E' curioso il fatto che anche le versioni marcate Asahi vennero inizialmente denominate H2, mentre in seguito il nome sarebbe cambiato in S2. Il modello H2 o S2, pur sotto certi aspetti inferiore al precedente modello K (tempo pi veloce pari ad un cinquecentesimo di secondo anzich un millesimo ed obiettivo standard 55mm f/2 al posto di 55mm f/1,8) inizia una nuova generazione Pentax, con un'unica ghiera non rotante per il controllo delle velocit di otturazione al posto della vecchia soluzione Leica della doppia ghiera. Arrivano S1 ed S3 La S2/H2 venne affiancata nel 1960 da una versione pi economica denominata Asahi Pentax S1 o Heiland Pentax H1 (in seguito Honeywell Pentax H1), che era apparentemente identica alla S2 tranne che per il fatto di offrire il meno luminoso obiettivo standard Auto-Takumar 55mm f/2,2. Gli obiettivi con cui erano vendute S2 ed S1 erano gli Auto-Takumar 55mm di luminosit massima pari ad f/2 per la prima ed f/2,2 per la seconda. La denominazione Auto era a dire il vero assai ottimistica, in quanto di automatica c'era solo la chiusura del diaframma al momento dello scatto, mentre la riapertura era affidata ad un grosso cursore cromato da azionare manualmente ogni volta. Mancando la riapertura automatica al valore massimo, subito dopo lo scatto il mirino risultava poco luminoso, in relazione al diaframma con cui era stata scattata la foto precedente. All'inizio del 1961 arriv anche la nuova ammiraglia Asahi Pentax S3, gi vista in anteprima alla Photokina dell'anno precedente. Analogamente agli altri modelli anche la S3 venne venduta negli USA col nome Heiland Pentax H3 (poi Honeywell Pentax H3). La S3 reintroduceva il millesimo di secondo, sostituendo la K e completando cos il rinnovamento della gamma Asahi Pentax. Essa disponeva inoltre di un nuovo obiettivo che, pur chiamato ancora Auto-Takumar, era in realt finalmente completamente automatico anche nella riapertura del diaframma, secondo il sistema Pentacon con pernino spinto da una piastrina all'interno del bocchettone portaottiche e richiamato da una molla nell'obiettivo. E' curiosa una particolare versione delle fotocamere serie S, quella adottata dalla CIA per camuffare un'arma da difesa per i propri agenti segreti. Si tratta di una pistola calibro 22 magnum inserita all'interno di una reflex Asahi Pentax con teleobiettivo. In caso di necessit l'arma poteva sparare attraverso le lenti, e questo giustifica anche il calibro magnum, in quanto occorreva compensare il rallentamento dovuto alla penetrazione del proiettile nel vetro. Il caricamento era affidato alla tradizionale leva di carica, mentre lo sparo avveniva ovviamente premendo il pulsante di scatto. James Bond non avrebbe saputo fare di meglio. Nel 1961 la S2 esce di produzione, per cui l'offerta Pentax del momento si limita ad S1 ed S3, che saranno poi sostituite l'anno successivo dalle versioni migliorate S1a ed SV (Honeywell Pentax H1a ed H3v in USA). La Super S2 In Giappone, dove la S1 non era mai stata venduta, il posto della S2 viene preso da una nuova fotocamera che anticipa alcune soluzioni tecniche delle successive S1a ed SV. Per motivi assai oscuri, tale fotocamera viene ancora denominata semplicemente S2 e questo contribuisce ad aumentare la confusione sul modello S2. Per distinguerla dalla vera S2, questa nuova S2 giapponese conosciuta dai collezionisti come Super S2 o S2 Super, denominazione peraltro mai adottata ufficialmente dalla Asahi Opt. Co. La differenza pi evidente rispetto alla S2 il contafotogrammi "chiuso" a riazzeramento automatico, come quello delle S1a ed SV, mentre le S1, S2 ed S3 disponmevano ancora del vecchio contafotogrammi ad azzeramento manuale delle reflex precedenti. Anche alcuni particolari visibili aprendo il dorso denotano come la pressofusione del corpo Super S2 sia la stessa di S1a ed SV, ed altrettanto si pu dire della chiusura del dorso, col dispositivo di sblocco non pi sul dorso stesso ma sul corpo. Altra particolarit piuttosto sorprendente della Super S2 che la "R" sul manettino rimane di colore arancio anche sugli esemplari con numeri di matricola alti, corrispondenti alla met degli anni sessanta ed oltre, ma qui occorre probabilmente chiarire di cosa stiamo parlando. Con la presentazione della Spotmatic nel 1964, viene presentato anche un nuovo obiettivo Super-Takumar 50mm f/1,4 la cui lente posteriore sporge dal barilotto in misura superiore agli obiettivi precedenti, andando cos ad interferire pericolosamente col movimento dello specchio delle reflex Asahi di vecchia progettazione. Per questa ragione i modelli SV ed S1a che affiancano la Spotmatic vengono modificati in modo da non incorrere in questo inconveniente. |
Secondo le informazioni diffuse ufficialmente da Pentax le versioni che non corrono rischi sono riconoscibili per avere la "R" sul manettino di riavvolgimento della pellicola di colore verde anzich arancio come sui modelli pi vecchi e non idonei a montare il 50/1,4. Strano quindi che la Super S2 non abbia beneficiato di tale adattamento, oppure che la modifica non sia stata indicata cambiando il colore della "R" come nel caso delle consorelle SV ed S1a. Secondo dati ufficiali diffusi nel 1977 dalla Asahi, la S2 sarebbe rimasta incredibilmente in produzione fino al 1969, superando addirittura la SV che viene rimpiazzata dalla SL nel 1968. Cos la prima fotocamera della serie S, quella S2 che nel 1959 aveva inaugurato la sfavillante stagione di Asahi come grande costruttore di reflex, risulta anche l'ultima ad uscire di produzione. In realt come abbiamo visto vi sono state due fotocamere piuttosto diverse che hanno portato il nome S2, con la seconda che stata riservata al solo mercato interno giapponese e che viene oggi giustamente denominata diversamente per non aumentare una confusione gi pi che sufficiente, dovuta a diverse varianti nell'ambito della stessa S2 propriamente detta e che vedremo tra poco. Varianti Spesso si dice che S1/H1, S2/H2 ed S3/H3 fossero esattamente la stessa macchina, con la distinzione del modello dovuta unicamente all'obiettivo montato ed al fatto che la S3/H3 disponesse anche del tempo di 1/1000. In realt le cose sono un po' pi complesse ed anche variabili all'interno dello stesso modello (particolarmente nel caso della S2), come spesso succede con le fotocamere e gli obiettivi Asahi degli anni cinquanta/sessanta. Per chi si diletta di aspetti tecnici o di varianti di interesse collezionistico, vale la pena di analizzare un po' meglio queste differenze. Per quanto riguarda il tempo di scatto pi veloce, effettivamente le prime H2 (numeri di matricola inferiori a 280.000) arrivavano solo al cinquecentesimo. Dopo l'introduzione della S3, che disponeva del millesimo, l'otturatore venne unificato ed il fatto che S1 ed S2 non disponessero di tale velocit era solo dovuto alla mancanza dell'indicazione sulla ghiera delle velocit. Infatti, ruotando tale ghiera oltre la posizione "500" si trova un altro scatto non marcato che guarda caso corrisponde al millesimo. Si tratta di un "trucco" commerciale della Asahi, ormai piuttosto noto tra gli appassionati Pentax, per offrire modelli con diverse prestazioni senza differenziare veramente la produzione dal punto di vista tecnico. Ad un certo punto per il millesimo venne dichiarato sulla ghiera, per cui da questo punto di vista ci sono tre varianti: millesimo mancante, millesimo presente ma nascosto, millesimo esplicito. Intorno al numero di matricola 380.000 si assiste ad un'altra modifica nella ghiera della S2, alla quale viene aggiunta la scanalatura di accoppiamento agli esposimetri opzionali Asahi Pentax Meter da applicare sul pentaprisma, introdotti per la S3 (vedi Scatti nel Tempo n 4 di settembre 95). Anche le S2 non predisposte potevano venire adattate semplicemente sostituendo o modificando la ghiera dei tempi. Non certo se la S1 abbia attraversato la prima fase di millesimo mancante nell'otturatore come la S2, forse no in quanto la sua presentazione anticipa di poco quella della S3 dalla quale potrebbe essere derivata fin dall'inizio. Pare anche che non vi siano S1 col millesimo dichiarato, per cui tutte corrisponderebbero alla versione intermedia della S2, quella col millesimo nascosto e la tacca di accoppiamento per l'esposimetro. S3 ed S2 Super dispongono invece sempre sia della velocit di 1/1000 che dell'accoppiamento per l'esposimetro esterno. Un'altra differenza si ritrova nel funzionamento del comando del diaframma. All'interno del bocchettone c' una piastrina incernierata in basso, che al momento dello scatto si muove verso l'obiettivo premendo il pernino che chiude il diaframma al valore preimpostato. Le S2 con matricola inferiore a 280.000 hanno tale piastrina comandata direttamente dal pulsante di scatto; il dispositivo si muove quindi anche ad otturatore scarico e rimane in avanti per tutto il tempo per cui si tiene schiacciato il pulsante stesso. Sulla S3 invece, predisposta per un obiettivo completamente automatico in cui il diaframma si deve riaprire immediatamente dopo lo scatto, l'attuatore del diaframma comandato dall'otturatore e quindi avanza solo immediatamente prima dell'inizio dell'esposizione e ritorna in posizione di riposo subito dopo la chiusura della seconda tendina, indipendentemente dal tempo per cui il pulsante di scatto viene tenuto premuto. Da questo punto di vista la Super S2 ancora differente, non tanto nel comportamento che in pratica lo stesso della S3, ma nella realizzazione meccanica. Lo si intuisce da una diversa forma dell'attuatore del diaframma e lo conferma un diverso comportamento del pulsante di scatto, che ad otturatore scarico non solo non aziona il comando del diaframma, ma addirittura non si abbassa se premuto. Dal punto di viste dei nomi, alle gi menzionate Asahi Pentax H2, Heiland Pentax H2 ed Asahi Pentax S2, occorre aggiungere anche le Asahiflex H2 e Penta Asahiflex H2 riservate al mercato sudafricano, peraltro identiche alle versioni internazionali. Si segnalano infine le versioni SB ed SB2, riservate agli spacci militari giapponesi. La Asahi Pentax S1 esiste anche come Heiland Pentax H1 ed Honeywell Pentax H1; similmente la Asahi Pentax S3 stata prodotta anche come Heiland Pentax H3 ed Honeywell Pentax H3. In questo breve articolo non ho accennato a varianti minori, n alle molteplici differenze presenti negli obiettivi Auto-Takumar e Super-Takumar e nei loro accessori. Questo indubbiamente un campo dove si possono incontrare collezionisti un po' maniacali, ma anche terreno per chi sa apprezzare il gusto dell'indagine, nel tentativo di dedurre il tutto dalla parte. E' questo a mio parere il bello del collezionismo: non lo sterile "ce l'ho, mi manca" fine a s stesso, ma per l'appunto il tentativo continuo di mettere insieme pi tessere possibili per riuscire a scorgere il disegno d'insieme. Il gusto tutto sommato simile a quello dell'investigatore che scopre il colpevole di un crimine ricostruendo il fatto da sottili indizi (qualcosa alla Agatha Christie insomma), oppure (con le dovute proporzioni, per carit) qualcosa paragonabile alla soddisfazione dello scienziato che scopre un segreto della natura dopo anni di studi e prove. Didascalie per le foto (per il momento mancano):
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| Gli appassionati, i collezionisti, o chi semplicemente vorrebbe saperne di pi su Asahiflex e Pentax possono rivolgersi all'Asahi Optical Historical Club (AOHC) che pubblica SPOTMATIC, sia in edizione italiana che inglese, scritto da esperti internazionali. Per informazioni: Dario Bonazza - Via Badiali, 138 - 48100 Ravenna. Tel./Fax 0544-464633. E-mail: dbonazza@linknet.it |
